Stress: sintomi e disturbi da stress

"Stress" è una delle parole più utilizzate del nostro vocabolario. Quando qualcuno ci dice di essere stressato, generalmente fa riferimento ad una condizione di tensione, di stanchezza e di affaticamento. Comunemente tendiamo a considerare lo stress come qualcosa di nocivo a causa degli effetti dannosi che può comportare e quindi un qualcosa da evitare. In realtà il termine "stress", tradotto dall'inglese, significa "pressione" (o  "sollecitazione") e viene utilizzato scientificamente per indicare "una condizione aspecifica che permette all'organismo di adattarsi a qualunque sollecitazione gli venga imposta", una risposta attraverso la quale il corpo si adatta e organizza le sue difese nei confronti di qualsiasi agente estraneo.

In senso scientifico lo stress non è quindi né positivo né negativo: ogni qual volta veniamo sottoposti ad un agente stressante, ossia ad un'esperienza nuova che comporta una qualche forma di adattamento da parte nostra, l'organismo reagisce con l'attivazione di specifici processi fisiologici. Tale attivazione avviene principalmente attraverso due vie: la via nervosa e quella endocrina. Per mezzo della via nervosa vengono liberate nel corpo delle sostanze - le catecolamine (nello specifico, adrenalina e noradrenalina) - che ci mettono nelle condizioni di affrontare le situazioni in modo più rapido ed energico. Le catecolamine producono infatti una serie di modificazioni: il cuore accellera fornendo più sangue a muscoli e cervello; la respirazione diventa rapida e profonda assicurandoci più ossigeno; la sudorazione aumenta, rinfrescando il corpo; molti muscoli si tendono con forza preparandosi all'azione; la mente diventa molto vigile affinando tutte le capacità intellettive. La via endocrina, invece, si mobilita principalmente aumentando la produzione di corticosteroidi che, agendo in sinergia con adrenalina e noradrenalina, innescano altri processi ( il fegato libera nel sangue più zucchero, vengono rilasciati più grassi e più aminoacidi, ecc) che permettono al nostro corpo di caricarsi nel migliore dei modi per far fronte agli agenti stressanti.

La liberazione di tutte queste sostanze costituisce un'ottima fonte di energia ma, la loro produzione eccessiva dovuta ad uno stress forte e prolungato, può diventare dannosa. Entro certi livelli, infatti, catecolamine e corticosteroidi danno tono al fisico e alla psiche, preparano all'azione e migliorano la qualità della vita: è lo stress benefico (detto anche eustress). Le ricerche dimostrano che un grado ottimale di stress migliora lo stato di salute e affina le capacità di attenzione, concentrazione, memoria, apprendimento e di soluzione creativa dei problemi. In altre parole, una dose moderata di stress ci rende vitali e reattivi.

Di contro, a volte ci troviamo a dover fare più cose contemporaneamente, in una continua lotta contro il tempo, prendendo più impegni di quanti ne possiamo portare a termine. Siamo costretti a fare sempre di più per ottenere risultati sempre maggiori. Un grande accumulo di stimoli stressogeni può condurre ad un'attivazione fisica e mentale eccessiva, imponendo all'organismo sforzi esagerati e innaturali. In questi casi lo stress diventa nocivo e viene definito con il termine "distress". Hans Seyle, lo studioso che per primo ha condotto ricerche scientifiche sullo stress, affermava che il distress "accellera l'invecchiamento mendiante il logorio della vita quotidiana".

Da quanto detto, ne consegue che abbiamo un maggior rendimento e benessere quando ci troviamo ad affrontare e a gestire una "giusta" quantità di stress. Ciò significa che le nostre condizioni peggiorano in egual misura sia quando siamo sottoposti ad un eccesso di stimolazioni che quando ne siamo deprivati: l'ipoalimentazione, l'isolamento sociale o l'inattività provocano lo stesso grado di distress dell'iperalimentazione, del sovraffollamento o dell'attività frenetica. Ecco perché, ad esempio, il pensionamento è spesso causa di malessere: si diradano le stimolazioni e i rapporti sociali, diminuiscono gli impegni e gli interessi, ci si sente meno efficienti e importanti. Tutto questo può portare a problematiche di tipo depressivo, come anche a sviluppare sintomi fisici.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che, il modo in cui il nostro organismo reagirà agli eventi stressanti, non è determinato solo dalla quantità, ma anche dalla qualità degli stimoli che ci troviamo a gestire, ossia dal modo in cui li valutiamo e dal peso emotivo che hanno per noi. Tale mediazione psicologica è fondamentale e ci aiuta a comprendere come mai ciò che può essere fonte di distress per qualcuno non lo sia per altri. Alcune delle caratteristiche che tendono ad esercitare un'influenza sulla valutazione soggettiva di una situazione, e sul peso emotivo che eserciterà su di noi, sono: la novità, la desiderabilità, la controllabilità e la prevedibilità di un evento. Quanto meno una situazione è desiderabile, controllabile e prevedibile, quanto più gestirla e affrontarla richiederà un dispendio di energie da parte nostra. Ci troveremo di fronte a eustress quando l'esperienza è voluta e ci dà la sensazione di dominare l'ambiente. Si tratterà, invece, di distress se l'esperienza non è voluta e sentiamo di non avere le risorse necessarie per affrontarla.

In questi casi reagiremo allo stress prolungato dapprima attraversando un periodo di sopportazione e di resistenza, e poi, in assenza di cambiamenti, passando per un periodo di esaurimento e di logorio. In questa fase potremmo avvertire ansia, stanchezza, tensione muscolare e qualche disturbo funzionale: siamo clinicamente sani, ma procediamo a fatica e possono comparire sintomi sia di tipo organico che psicologico.

Tra i sintomi organici, possiamo riscontrare:

- Palpitazioni
- Secchezza nella bocca e nella gola
- Abbondanti sudorazioni
- Frequente bisogno di urinare
- Disregolazione nell'appetito (troppo o troppo poco)
- Disturbi digestivi e diarrea
- Cefalea da tensione
- Tensione premestruale o irregolarità del ciclo
- Dolori al collo o alla parte bassa della schiena
- Tremori, tic

I sintomi psicologici spesso includono:

- Ansia, irrequietezza, stato d'allarme
- Depressione
- Perdita della gioia di vivere
- Senso di stanchezza
- Senso di debolezza, di vertigine o di irrealtà
- Incapacità di attenzione e di concentrazione
- Disturbi del sonno
- Aumentato consumo di sigarette
- Aumentato consumo di tranquillanti o di stimolanti
- Consumo di alcool o di droghe

Questi sintomi possono fungere da campanello d'allarme anche se, molto spesso, vengono ignorati: siamo troppo occupati e distratti dalla nostra quotidianità per farci caso. Col passare del tempo, le condizioni di stress (e quindi di attivazione) possono mantenersi anche in assenza di agenti stressanti e l'organismo può iniziare a reagire in maniera sproporzionata anche a stimoli di lieve entità. Si assiste così ad un graduale abbassamento delle difese immunitarie e all'insorgenza di veri e propri disturbi.

A questo punto, lo stress "scova" le nostre vulnerabilità naturali e attecchisce su di esse. Tutti abbiamo, sin dalla nascita, alcune vulnerabilità fisiche: alcuni hanno un metabolismo lento e tendono a mangiare troppo e a ingrassare eccessivamente nei momenti di stress, altri hanno sistemi digestivi delicati e tendono a sviluppare ulcere o sindromi da colon irritabile, altri ancora hanno la pelle chiara e delicata e quando sono stressati soffrono di sfoghi cutanei o sviluppano un eczema. Tra i disturbi in cui lo stress svolge un ruolo centrale, riportiamo:

- Disturbi cardiovascolari
- Ipertensione
- Cefalee
- Emicrania
- Disturbi gastrointestinali
- Ulcere peptiche
- Colite ulcerosa
- Disturbi del sonno

La risoluzione dei disturbi da stress può richiedere l'intervento combinato di una terapia medica e di una psicoterapia. L'intervento psicoterapeutico spesso prevede l'apprendimento di tecniche di rilassamento profondo, queste aiutano mente e corpo a ritrovare un equilibrio armonioso e a ricreare le condizioni ottimali per il ripristino delle difese e delle normali funzionalità dell'organismo. Ci si avvale, a tal fine, dell'utilizzo di metodologie specifiche: dal training autogeno, all'ipnosi e l'autoipnosi. In certi casi è importante anche mettere a punto delle strategie utili ad affrontare in modi nuovi i problemi e le situazioni che costituiscono una fonte di distress. Altre volte, invece, può essere necessario lavorare per modificare alcune abitudini e incidere sullo stile di vita. In genere, l'obiettivo implicito della psicoterapia non è solo la risoluzione del disturbo, ma anche la possibilità che il paziente apprenda, autonomamente, a riconoscere ed utilizzare i segnali provenienti dal proprio corpo al fine di mantere un equilibrio funzionale ad una vita sana e gratificante.

 

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