Separazione e figli

Autore: Dott.ssa Maura Santandrea, Dott.ssa Isabella Biondi (2009)

Separazione come scelta inevitabile
I motivi che spingono una coppia a separarsi possono essere molteplici e, quando la salute della coppia è fortemente compromessa dal disaccordo, quando tutti i tentativi fatti per ricostruire il legame non hanno avuto esito positivo, a volte la separazione può essere l'unica soluzione : nell’anno 2000, 82.594 figli hanno vissuto l'esperienza della separazione dei genitori e 30.050 quella del divorzio; nel 2006, 98.098 figli sono stati coinvolti nella crisi coniugale dei propri genitori sfociata poi in una separazione e 46.586 hanno assistito al divorzio degli stessi.
Questi dati, di una certa importanza, ci suggeriscono che la separazione in alcuni casi diventa forse l'unica scelta possibile e, nonostante gli sforzi fatti dai genitori per evitare che ciò accada, questa decisione  ha una notevole influenza sui figli.
La volontà di salvaguardare il benessere dei figli ha portato ad un aumento delle richieste di terapia di coppia e terapia familiare da parte di quelle coppie consapevoli di attraversare un momento di forte crisi. 

Separazione e conflitto di coppia
La terapia spesso ha l'obiettivo di arginare gli effetti imprevisti della separazione ed evitare che questa si ripercuota negativamente sulla prole, per quanto il percorso sia  spesso emotivamente coinvolgente.
Si tende a credere che sia meglio che due genitori rimangano sempre insieme, per il bene dei figli, dando a questi  il ruolo di costituente familiare , ovvero la base su cui poggia l’intera famiglia; tuttavia esistono casi in cui non è così e, a  volte, sono proprio i figli a chiedere ai genitori di separarsi. Una domanda che è utile porci in questi casi, è quale sia l’ambiente di vita più sereno che possiamo offrire a nostro figlio.
Genitori separati ma sereni e soddisfatti, possono fornire un contesto sano nel quale i figli hanno l’opportunità di rispecchiarsi e trovare il proprio benessere, un contesto in cui la conflittualità esacerbata non prende il sopravvento.
 
Arrivare alla separazione
Quando due coniugi genitori si separano, le dinamiche di coppia sono molto complesse e coinvolgono tutta la famiglia.
Per lungo tempo l’immagine tipica della famiglia italiana suggeriva un’unione tra due persone che nel corso del tempo attraversavano fasi ben specifiche, come il matrimonio, la nascita dei figli, la loro uscita da casa, la vecchiaia insieme, la nascita dei nipoti….. ebbene la realtà attuale prevede nuove tipologie di famiglie: quelle con un solo genitore e quelle ricostituite.
È possibile che il genitore abbia la percezione di vivere un grosso fallimento: potrebbe andare incontro alla frustrazione del  suo bisogno di “essere” con l’altro; la precedente alleanza con il partner, potrebbe aver lasciato il posto ad una nuova distanza, scomoda e dolorosa .
Alcuni o tutti gli elementi fondanti della coppia non sono più presenti, come ad esempio:
- la scelta volontaria di stare insieme
- l’aspettativa della durata del rapporto nel tempo
- il raggiungimento di obbiettivi comuni
- l’esclusività
La conseguenza di questo cambiamento , spesso, genera una grande amarezza.
Esistono poi elementi caratteristici di ogni coppia, in quanto ogni unione segue un suo personalissimo sviluppo e vive questo momento in modo particolare, dando valore a fattori specifici riguardanti il proprio contratto di coppia.

Separazione e famiglia
I genitori possono essere colti, oltre che dal dolore relativo a questo passaggio delicato e stressante, dall’ansia per la gestione della vita dei loro figli. Alcuni genitori penseranno di dover compensare questo momento difficile con una maggiore dose di attenzioni. Altri saranno alle prese con la scelta del comportamento da tenere con la nuova fiamma del'ex partner. Qualcuno si chiederà se il ruolo di genitore permetterà ancora di coltivare una vita sentimentale.
Quel che è certo, è che il modo di gestire questa situazione e la visione dell’evento, sarà un elemento centrale per i vissuti emotivi del figlio. I figli non reagiscono tutti allo stesso modo: per alcuni la separazione dei genitori diventa un evento tragico, carico di sofferenza e per questo mal vissuto; altri reagiscono in modo più adattivo..... ma, in ogni caso, tutti i membri della famiglia si trovano ad affrontare il passaggio ad una nuova fase del ciclo di vita familiare e, pertanto, è sempre presente una certa quota di incertezza.
Alcune coppie si lasciano con forti sentimenti di colpevolizzazione verso uno dei due partners, altre coppie in seguito a conflitti che  contengono elementi di elevata aggressività, per altre ancora la separazione sarà una scelta condivisa, pacifica e serena per entrambi i partners ma, in qualsiasi caso, gli effetti sulla vita familiare presente e futura saranno diversi a seconda del modo in cui è stata gestita la conflittualità e la conseguente separazione.
Un bambino potrebbe reagire a questo momento di transizione con una forma di chiusura, proprio come ha visto fare da un  suo genitore in altre circostanze. Non dobbiamo dimenticare che, per un figlio, quanto dice o fa un genitore ha valore di verità assoluta, poiché nei suoi confronti prova un sentimento di fedeltà incondizionata. Da lui è emotivamente dipendente, dunque incapace di leggere la propria realtà superando l’idealizzazione.
 
Separazione e vissuto dei figli
A livello intrapsichico, il figlio si trova di fronte ad un momento di grande insicurezza. La famiglia è ancora tutto il suo mondo. Si può porre domande come: “Che ne sarà di me e della mia famiglia?”, domande importanti per la sua esistenza e a cui non sa rispondere. Il futuro diventa indefinito, la mamma ed il papà non sempre hanno la forza di rassicurarlo. La paura e l’ansia d’ abbandono possono mescolarsi a sentimenti di colpa per la separazione dei genitori.
Un’altra variabile rilevante da tener presente è la fase evolutiva che i figli stanno attraversando in quanto, inevitabilmente, essa influisce sul modo di percepire gli eventi.
Un bambino in età prescolare e scolare,nel pieno dell'infanzia, invece,  è ancora proiettato nel presente e fatica a comprendere il concetto di “passato” e di “futuro”: una separazione, in questa fase di vita del figlio, dovrebbe essere presentata in un maniera più ovattata per permettergli di non viverla come turbamento insanabile e definitivo.
Nella prima adolescenza, una separazione potrebbe far crollare la trama dei significati trasmessi dai genitori e far riemergere, acutizzandola, l’angoscia e l’ansia fisiologici di questa tappa della crescita. Dal momento che è proprio in questa fase che si fanno i primi tentativi di volo “senza rete”, possono esserci vissuti depressivi sui quali la separazione va ad innestarsi complicandone ulteriormente l’evoluzione.
Durante la tarda adolescenza, infine, il ragazzo può sentirsi isolato, diverso dal resto della famiglia. Il gruppo dei pari acquisisce una grandissima importanza, a volte può sostituire la famiglia  e probabilmente la comprensione dei genitori e delle loro ragioni ed emozioni arriverà lentamente.
Quando questi sentimenti superano una soglia critica, è bene rivolgersi ad un terapeuta familiare che, attraverso una terapia familiare, aiuta tutto il nucleo a contestualizzare questo momento, permette di far emergere le insicurezze dei componenti più fragili della famiglia e li aiuta a gestire questa grande quota di incertezza e di sofferenza a cui vanno incontro.

Separazione e segnali di malessere dei figli
I vissuti che i figli hanno in merito alla separazione o all’ elevata conflittualità tra i genitori, possono essere molteplici: dalla rabbia alla depressione, dal ritiro alla messa in atto di comportamenti provocatori, passando anche attraverso sintomatologie più specifiche come disturbi dell’alimentazione o disturbi del sonno, fobia scolastica, enuresi notturna o encopresi, manifestazioni psicosomatiche, bullismo, iperattività ….. Nella maggior parte dei casi, si tratta comunque di fenomeni che hanno durata limitata nel tempo ma che non vanno comunque trascurati.
Spesso anche la famiglia allargata (ovvero i genitori dei coniugi, i fratelli, i parenti significativi) interviene in modo più o meno intrusivo nella separazione in corso. I propri genitori spesso entrano nel conflitto per salvaguardare la coppia o il proprio figlio, dando consigli, esplicitando vissuti… le loro parole tuttavia, nonostante le buone intenzioni, possono essere, in certi casi, dolorose, inefficaci, se non inopportune.

Separazione e terapia familiare
Quando sono presenti uno o più dei campanelli d’allarme descritti, potrebbe essere particolarmente utile richiedere una terapia familiare per gestire al meglio questo delicato momento di transizione.
I genitori potrebbero aver bisogno di un aiuto per ritrovare la propria forza e per definire un ruolo genitoriale differenziato da quello coniugale perché, sebbene quest’ultimo possa volgere al termine, il primo andrà avanti per tutta la vita. I figli, di fronte all’apertura che i genitori mostrano in terapia, hanno la possibilità di smorzare la propria ansia dovuta a fantasie di colpa, rifiuto ed espulsione, fantasie che, se restano inespresse e se non hanno la possibilità di essere condivise in un contesto protetto e comprensivo come quello terapeutico, rischiano di minare a lungo termine la serenità dei figli e il loro modo di viversi le relazioni affettive.
Può essere utile ai genitori, per rendere meno difficoltoso questo momento, mantenere il più alto grado possibile di coerenza e stabilità,  evitare il coinvolgimento dei figli all’interno del conflitto di coppia e incoraggiare una comunicazione aperta e chiara e spesso, una terapia familiare, risulta essere lo strumento migliore per raggiungere tali obiettivi con consapevolezza e lucidità.

NOTE: Il contenuto di questo articolo è protetto dal Diritto d'autore