Ipnositerapia
L'ipnositerapia, in linea con la definizione dell' American Psychological Association - Psychological Hypnosis, è una forma di psicoterapia breve, efficace nel trattamento di un'ampia gamma di disturbi psicologici, fisici, psicosomatici e psicofisiologici. In alcuni casi può recare giovamento anche quando altri tipi di terapie siano giunte ad un impasse.
Ipnosi
Il termine ipnosi venne proposto per la prima volta dal Dott. Braid (1853) e deriva da Hypnos, dio del sonno nella mitologia greca. Il termine prevede vari significati che tendono a sovrapporsi: ipnosi è lo stato di trance (modificazione dello stato di coscienza), ma è anche ipnotismo (cioè lo studio del modo per facilitare lo stato di trance), ed è anche un campo di ricerca e una metodologia di cura psicologica, e riguarda: la ricerca sui fenomeni ipnotici e sulla trance di per sé (ipnosi come oggetto di studio), l'ipnosi come strumento di ricerca psicologica e l'ipnosi come modalità di accesso alla vita psichica perlopiù inconscia del paziente.
Nel particolare, è possibile dire che l'ipnosi è uno stato mentale naturale, diverso dagli stati di veglia e di sonno, e può svilupparsi in modo spontaneo, autoprovocato (autoipnosi) o indotto (eteroipnosi). Le ricerche cliniche vedono nell'ipnosi un particolare fenomeno psicosomatico che coinvolge l'organismo nella sua totalità attraverso l'attivazione di specifiche vie nervose: mente e corpo sono entrambi coinvolti nella progressiva comparsa dello stato ipnotico. Tali ricerche evidenziano, inoltre, alcuni effetti dello stato di trance sull’organismo: ripristina il ritmo ultradiano di fondo (RUF), aumenta l'attività parasimpatica, inibisce la liberazione degli ormoni surrenalici dello stress e del glutammato (azione anti-neurotossica), modula le emozioni integrando memoria e apprendimento, e attiva nuove vie neuropeptidiche.
Lo stato ipnotico, la trance, può essere vissuta in maniera diversa da individuo a individuo ed arrivare ad essere più o meno profonda. Generalmente lo stato di trance è vissuto come uno stato di benessere e di profondo rilassamento: l'attenzione è caratterizzata da una particolare flessibilità e, le sensazioni, le percezioni, i pensieri, la consapevolezza, la memoria ed i comportamenti, possono essere soggetti a momentanee e funzionali modificazioni.
La ridotta sensibilità al contesto esterno e l’accresciuta responsività al contesto ipnotico determinano la profondità della trance. Erickson definisce l’ipnosi profonda “il livello di ipnosi che permette al soggetto di funzionare in modo adeguato a livello inconscio senza interferenze della mente cosciente”.
La trance terapeutica è un periodo durante il quale i soggetti sono in grado di andare oltre le limitazioni delle proprie strutture e dei propri sistemi di credenze in modo da poter sperimentare altri modelli di funzionamento in se stessi: l’induzione e il mantenimento della trance servono infatti a costruire uno speciale stato psicologico in cui il soggetto può riassociare e riorganizzare le sue complessità psicologiche interne e utilizzare le proprie capacità in modo congruente con le sue esperienze di vita. La maggior parte delle applicazioni cliniche dell'ipnosi non necessitano di una trance profonda.
In ipnosi si presentano generalmente alcune combinazioni dei seguenti processi: alterata intensità (per esempio nel rilassamento o nella chiarezza e vividezza delle immagini interne), modificata consapevolezza (per esempio focalizzazione interna o concentrazione straordinaria su un particolare aspetto della percezione sensoriale), esperienza e risposta involontaria (ad esempio quando avviene una spontanea alterazione della percezione, un'amnesia spontanea, ecc).
I principali fenomeni che si possono sviluppare spontaneamente o essere riprodotti nello stato di trance sono:
- La regressione d'età
- Pseudo-orientamento nel tempo (proiezione nel futuro)
- L'amnesia
- L'analgesia
- L'anestesia
- Il comportamento automatico
- La dissociazione
- La catalessi
- L'allucinazione
- L'ipermnesia
- Risposte ideomotorie
- Risposte ideosensorie
- La distorsione temporale
Tali modificazioni, all'interno di un contesto terapeutico, rendono possibile riassociare e riorganizzare le risorse del paziente in funzione del suo benessere, attivare potenzialità psicofisiche nuove e valorizzare quelle già esistenti.
Il più recente e moderno approccio all'ipnosi clinica è quello ericksoniano: esso si differenzia dalle altre forme di trattamento clinico con l'ipnosi per la caratteristica di stimolare nel paziente, attraverso l'ipnosi, il contesto più appropriato a che si attivino ed emergano le componenti latenti delle risorse personali e delle capacità di autoguarigione. L'approccio ericksoniano all'ipnosi (ed alla psicoterapia) è di tipo naturalistico: si fonda sul riconoscimento ed il potenziamento delle risorse ipnotiche che sono presenti in misura diversa nelle persone.
L’importanza relativa all'uso dell'ipnosi nella psicoterapia ericksoniana non è legata alla maggiore suggestionabilità del paziente (che non sempre si verifica) ma alla possibilità di evocare i fenomeni di trance più utili al raggiungimento degli obiettivi terapeutici. Spesso accade che non ci sia neanche bisogno che sia l'ipnoterapeuta ad avviare specifiche risposte ipnotiche nel soggetto: molti dei classici fenomeni ipnotici, di fatto, sono stati scoperti quasi per caso come espressioni spontanee e naturali del comportamento umano, che si manifestano durante la trance anche senza alcuna suggestione.
L'ipnosi ericksoniana, rispetto agli altri metodi di psicoterapia ipnotica, si avvale di una modalità tecnica di ipnosi elastica e maggiormente adattabile alle peculiarità di ciascun singolo soggetto: in trance è principalmente il soggetto a condurre la comunicazione ipnotica attraverso le indicazioni che direttamente o indirettamente offre all’ipnoterapeuta e, questo scambio, funge da guida durante il trattamento e permette l'accesso ad una grande varietà di risorse che la trance contribuisce a far emergere spontaneamente.