Binge Eating Disorder o Disturbo da Alimentazione incontrollata
Per
molto tempo
si è pensato
fosse solo
un sintomo
della più
conosciuta
bulimia
nervosa
ma in realtà
rappresenta
una vera e
propria
alterazione
del
comportamento
alimentare.
Presenta
delle
specifiche
caratteristiche
legate alla
ricorrente
presenza di
abbuffate
che,
al contrario
della
bulimia
nervosa,
non
prevedono
strategie
compensatorie
(vomito,
assunzione
di
lassativi,
digiuno o
massiccio
esercizio
fisico) atte
a ridurre
l’incremento
ponderale.
Questo comportamento fagocitante incontrollato era già stato osservato nel 1959 da Stunkard in sottogruppi di pazienti obesi che, durante delle vere e proprie crisi compulsive, ingerivano una consistente quantità di cibo perdendo il controllo sul proprio comportamento.
La
diffusione
di questo
disturbo
della
condotta
alimentare
sembra
abbastanza
omogenea
nella
popolazione
in quanto
colpisce
uomini e
donne in
egual misura,
senza
distinzione
di razza.
Viene
diagnosticato
più
facilmente
in soggetti
adulti tra i
30 e i 40
anni ma
spesso si
scopre che
queste
persone
soffrivano
di
disturbi
alimentari
fin
dall’adolescenza.
È presente nel 30% circa dei casi di obesità che richiedono una cura per la loro situazione, nel 2-3% di tutti i soggetti obesi e, nell’80% di questi ultimi casi, compaiono anche disturbi dell’umore e altri quadri psicopatologici.
Allo stato attuale nel DSM IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) il Binge Eating Disorder non viene ancora riconosciuto come entità nosografica a se stante ma ne sono stati definiti dei criteri diagnostici specifici:
A)
Episodi
ricorrenti
di
abbuffate compulsive.
Un’abbuffata
compulsiva è
definita dai
due
caratteri
seguenti
(entrambi
necessari).
-
Mangiare, in
un periodo
di tempo
circoscritto
(per esempio
nell’arco di
due ore),
una quantità
di cibo che
è
indiscutibilmente
maggiore a
quella che
la maggior
parte delle
persone
mangerebbe
nello stesso
periodo di
tempo in
circostanze
simili.
- Senso di
mancanza di
controllo
sull’atto di
mangiare
durante
l’episodio
(per esempio
sentire di
non poter
smettere di
mangiare o
di non poter
controllare
cosa o
quanto si
sta
mangiando).
B)
Gli episodi
di
abbuffate compulsive
sono
associati ad
almeno tre
dei seguenti
caratteri:
- Mangiare
molto più
rapidamente
del normale;
- Mangiare
fino ad
avere una
sensazione
dolorosa di
“troppo
pieno”;
- Mangiare
grandi
quantità di
cibo pur non
sentendo
fame;
- Mangiare
in
solitudine a
causa
dell’imbarazzo
sociale per
le quantità
di cibo
ingerite;
- Provare
disgusto di
sé,
depressione
o intensa
colpa dopo
aver
mangiato
troppo.
C) Le abbuffate compulsive suscitano sofferenza e disagio.
D) Le abbuffate compulsive avvengono, in media, almeno due giorni la settimana per almeno sei mesi.
E)L’alimentazione incontrollata non risulta associata con l’utilizzazione sistematica di comportamenti compensatori inappropriati (uso di purganti, digiuno, eccessivo esercizio fisico) e non si riscontra soltanto nel corso di anoressia o di bulimia nervosa.
.
L’Abbuffata
nel Binge
Eating
Disorder
(BED)
L’abbuffata
è quella
componente
della
condotta
alimentare
che si
riscontra in
diversi
disturbi
alimentari
come il Binge Eating
Disorder
(BED), la
Bulimia
nervosa
e in alcuni
casi di
Obesità.
Essa si
caratterizza
per
il
consumo di
una grossa
quantità di
cibo in un
ridotto
periodo di
tempo
all’interno
di un
comportamento
impulsivo
sul quale la
persona
sente di non
avere
controllo.
.
Differenze con la bulimia nervosa
Mentre nei casi di bulimia, l’abbuffata si presenta sotto forma di singole crisi nel corso della giornata, nei casi di Binge Eating Disorder invece si presenta 3 o 4 volte a settimana nei giorni definiti “binge” e nella restante parte della settimana si verifica un’alimentazione che rientra nella norma o addirittura ridotta.
In questi giorni particolari in cui prevalgono le abbuffate, le persone affette da BED prediligono l’assunzione di cibi ricchi di grassi e riducono quella di fibre e proteine.
Mentre nei pazienti bulimici le crisi bulimiche di abbuffata avvengono in seguito al perdurare di un regime alimentare drasticamente ipocalorico, per i pazienti BED non è stato dimostrato il ruolo predisponente delle restrizioni dietetiche anzi, più riescono a dimagrire, più cercano di mantenere un atteggiamento nutrizionale nella norma.
.
Differenze con l’obesità
Rispetto all’obesità, benché in entrambe le patologie siano presenti casi di abbuffate compulsive, i pazienti BED manifestano un senso di colpa conseguente all’abbuffata alimentare e una preoccupazione riguardante il peso corporeo che è maggiore rispetto a quella presente nei pazienti obesi, con cui comunque condividono uno stile di vita prevalentemente sedentario e un aumento ponderale rapido a causa dell’incapacità di controllare l’apporto calorico assunto.
Quando
l’aumento di
peso è
veloce e
progressivo,
si è notato
che, con
l’aumento
visibile
dell’adiposità,
si riscontra
un
peggioramento
della
condotta
alimentare
compulsiva.
Essi vanno
incontro
alle stesse
complicanze
organiche a
cui sono
soggetti gli
obesi:
-malattie
cardio-vascolari
-ipertensione
arteriosa
-diabete
mellito
-alcune
neoplasie
Caratteristiche del Binge Eating Disorder (BED)
Il Binge Eating Disorder (BED) sembra avere origine nel periodo dell’adolescenza, in una situazione di normopeso, spesso a seguito di una significativa perdita di peso dovuta ad una dieta autogestita o scorretta.
Questi pazienti manifestano difficoltà in svariati ambiti della loro vita:
-disagio sociale e lavorativo esteso alla maggior parte dei rapporti interpersonali
-distorsione nella visione del proprio corpo che alimenta senso di insicurezza e inadeguatezza
-pressione e stress dovuti alla grande quantità di tempo trascorso sotto regime dietetico
-in alcuni casi abuso di alcool o droghe e storie di abusi infantili o scarsa presenza affettiva e sostegno da parte delle figure di accudimento
-difficoltà a gestire gli stati d'animo o a esprimere/manifestare le proprie emozioni (compresa la rabbia)
-senso di impotenza legato all’incapacità di controllare il proprio comportamento alimentare e il conseguente aumento di peso
Il
50% dei
pazienti BED
soffre di
depressione
maggiore,
disturbo di
panico
e alcuni disturbi
di
personalità.
Il sintomo
dell’abbuffata
infatti
andrebbe a
compensare
una
sensazione pervasiva di
sconforto e
solitudine
presente nel
momento
della crisi.
Un elevato sovrappeso può contribuire al mantenimento e all’accentuazione del sintomo compulsivo, in quanto restituisce al paziente stesso una senso di fallimento, colpa e vergogna che autoperpetua la condotta alimentare incontrollata.
Alcune teorie sostengono che la capacità di alcuni cibi di gratificare la persona grazie ai processi ormonali antidepressivi conseguenti, alimenterebbe la sintomatologia del paziente BED che riuscirebbe, tramite le abbuffate di alcuni cibi nello specifico, a contrastare, seppure momentaneamente, uno stato d’animo depressivo insopportabile.
La sindrome
dei
mangiatori
notturni
(NES)
Nel 1955 Stunkard cominciò a studiare la sindrome dei mangiatori notturni che altro non è che una variante del Binge Eating Disorder (BED), con la differenza che nei casi di NES, le abbuffate avvengono di notte.
In queste persone si verifica un'inversione del ritmo ormonale giorno-notte (melatonina che influisce sul sonno e leptina che influisce sull'appetito) pertanto c’è una maggior predisposizione notturna a cedere all’impulso dell’abbuffata, ma le caratteristiche psicologiche dei pazienti restano le medesime dei casi di Binge Eating Disorder.
Si sono rilevate alcune differenze nelle abitudini alimentari tra le ore serali e mattutine infatti, generalmente, i pazienti che soffrono di NES si svegliano la mattina senza alcun appetito e tendono a saltare la colazione e a volte anche il pranzo.
Più si avvicina la sera e più torna l’interesse per il cibo che cercano di assumere in eccesso durante la cena. Conseguentemente provano difficoltà ad addormentarsi e necessità di mangiare prima di addormentarsi.
Sono
soggetti a
risvegli
notturni
accompagnati
dal bisogno
di mangiare
per riuscire
a
riaddormentarsi,
con
conseguenti
disturbi del
sonno.
Questo stile
di vita mina
severamente
l’equilibrio
psicologico
della
persona che
infatti è
più
facilmente
esposta a
stress
e
stati
depressivi.
La NES
colpisce il
2% della
popolazione,
il 9% dei
pazienti
obesi
e il
27% dei
pazienti
severamente
obesi ed
interessa
principalmente
persone di
età compresa
fra i 30 e i
40 anni.
La terapia del Binge Eating Disorder (BED)
L’intervento terapeutico nei casi di BED agisce su due aspetti: la condotta alimentare compulsiva e il sovrappeso pertanto, oltre ad un ausilio farmacologico, è indispensabile scegliere di intraprendere una psicoterapia.
Dal momento che lo stile nutrizionale patologico della persona che soffre di BED è strettamente connesso ad un malessere psicologico di cui l’abbuffata rappresenta il sintomo, è prioritario che il paziente possa elaborare e risolvere le dinamiche sottostanti alla sintomatologia, attraverso un percorso terapeutico che gli permetta di riacquistare il potere di scelta sul proprio stile di vita, potenziando quelle risorse della persona che lo stesso paziente non riesce a recuperare in se stesso.
La difficoltà a gestire i rapporti interpersonali e a stabilire relazioni sociali adeguate e gratificanti contribuisce a determinare stati negativi che favoriscono l'insorgenza di comportamenti alimentari abnormi, per questo motivo una psicoterapia sistemico-relazionale, che affronta approfonditamente la vita relazionale dei pazienti e lo stato d'animo interno, può rivelarsi molto utile nel trattamento del Binge Eating Disorder.